PARK
Chan-Wook
Nato
il 23 agosto 1963 a Seoul.
Uno
dei suoi primi “shock” cinematografici è Vertigo di Alfred Hitchcock,
visto alla fine del liceo. Park Chan- Wook decide tuttavia di dedicarsi alla
critica d’arte e si iscrive all’Università di Seoul per studiare estetica.
Si trasferisce più tardi all’Università cattolica di Sogan, dove si laurea
in filosofia.
Dal
1988 inizia a lavorare nel cinema partendo dal gradino più basso e svolgendo i
compiti più diversi. Durante il suo apprendistato conosce Kwank Jae-young,
futuro regista di My Sassy Girl, all’epoca assistente alla regia.
Quando, intorno agli anni ’90, Kwank Jae-young passerà alla regia, Park
Chan-Wook diventa il suo assistente. Contemporaneamente, per sbarcare il
lunario, lavora per un distributore internazionale, fa delle traduzioni,
distribuisce materiale pubblicitario nei cinema e nei teatri, mettendo tutto il
ricavato da parte per poter realizzare il suo primo lungometraggio.
Dopo
poco più di quattro anni il sogno diventa realtà e realizza The Moon is…
The Sun’s Dream, il suo primo film, che però non ottiene un gran
successo di pubblico.
Passeranno
cinque anni prima che Park Chan-Wook riesca a realizzare il secondo film. Nel
frattempo lavora come critico cinematografico, scrive articoli e partecipa a
trasmissioni televisive e radiofoniche.
Nel
1997 firma la regia di Trio, orientandosi su una vena piuttosto
comica, in cui il contesto sociale continua però a giocare un ruolo importante.
Il pubblico dimostra un apprezzamento più forte rispetto al film precedente, ma
ancora deludente, tanto che la possibilità del terzo film diventa molto
difficile. Nei mesi successivi Park Chan-Wook propone a diversi produttori la
sceneggiatura di Vengeance is mine, ma nessuno vuole finanziare il
film.
Dopo
anni di inattività cinematografica, si lancia per la prima volta
nell’esperienza di un cortometraggio, realizzando un filmato di 26 minuti in
35 millimetri (Judgement) che viene selezionato al festival di
Clermond-Ferrand.
Dopo
qualche tempo, finalmente le cose iniziano ad andare bene. La Myung Films, che
ha appena acquisito i diritti cinematografici del romanzo di Park Sang-yun (DMZ)
gli propone di curarne l’adattamento per il grande schermo. Park
Chan-Wook realizza così JSA:
Joint Security Area.
Finalmente il cineasta ha a
disposizione un budget piuttosto alto. Per la scrittura ancora una volta
collabora con Lee Mong-young. Il film ottiene un successo enorme, facendo
registrare oltre tre milioni di spettatori, riceve numerosi premi in festival
nazionali e internazionali. Park Chan-Wook si impone finalmente come uno dei
cineasti più importanti nel nuovo cinema coreano.
Nel
frattempo trova il tempo di dedicarsi anche ad un’attività di sceneggiatore,
insieme a Lee Moo-Young, con il quale scrive The Anarchists e più
tardi The Humanist. A qualche mese di distanza dall’uscita di
quest’ultimo film, i due autori si associano ad altri tre registi (Bae
Chang-ho, Kwak Jae-yong e Lee Young-jae), dando vita alla EGG Films, diretta dal
produttore Ji Young-jun. La EGG Films è la prima società coreana ad assumere
dei registi con dei contratti a lunga scadenza (minimo sei anni), permettendo
loro di agire in piena indipendenza. Il primo film della EGG è nato
dall’immaginazione dell’ormai noto duo Park Chan-Wook e Lee Moo-Young, A
Bizzarre Love Triangle.
Un
anno prima esce il terzo film di Park Chan-Wook, il cui progetto era in cantiere
da cinque anni, Sympathy for Mister Vengeance, thriller con
risvolti socio-politici. Il film scatena grandi discussioni e divide
profondamente il pubblico locale, ma ottiene grandi riconoscimenti in tutti i
festival dove viene proiettato (Far East Film, Etrange Festival e, soprattutto,
il Festival du Film Policier de Cognac). Il film diventa subito un cult.
Nel
2003 Park Chan-Wook realizza N.E.P.A.L. (Never Ending Peace And Love),
uno dei sei episodi di If You Were Here, alla cui realizzazione
partecipano anche i registi Jung Jae-eun, Im Soon-rye , Yeo Kyun-dong, Park
Jin-pyo e Park Gwang-Su.
Nonostante
Sympathy for Mister Vengeance abbia diviso il pubblico coreano,
Park Chan-Wook è più che mai determinato a proseguire nella sua strada senza
essere influenzato da fattori esterni. Sarà la EGC Film a produrre il suo
quinto film, OLD BOY, che in Corea ha avuto un successo
straordinario.
Filmografia
regia
2004 Three Extremes-
episodio coreano (cut)
Mostra
del Cinema di Venezia - Mezzanotte
2004
Old
Boy
Festival di Cannes 2004 - Gran Premio della Giuria
2003
N.E.P.A.L.
- uno dei sei episodi di If you were
me
2002
Sympathy for Mr
Vengeance
Festival
internazionale di Berlino 2003- Forum
2000
JSA: Joint Security
Area
Festival
internazionale di Berlino 2001 - concorso
1999
Judgement
(cortometraggio)
Festival internazionale di cortometraggi di Clermont- Ferrand
1997
Trio
1992
The Moon is…the
Sun’s dream
sceneggiatura
2004
OLD BOY di Park Chan-Wook
2002
BIZZARRE
LOVE TRIANGLE di
Lee Moo-Yoong
2002
Sympathy
for Mr Vengeance di
Park Chan-Wook
2001 THE HUMANIST di Lee Moo-Yoong
2000 JSA: Joint Security Area di Park Chan-Wook
2000
THE ANARCHISTS di Yu Yong-sik
1997
TRIO di Park Chan-Wook
“Old
Boy
è una storia sulla vendetta, sentimento descritto anche nel mio precedente
film, Sympathy for Mr Vengeance. I
due film possono apparire molto simili, ma Old
Boy ho voluto mostrare una diversa prospettiva della vendetta: la
componente positiva che permette alla gente di avere una catarsi attraverso la
sua attuazione.
Per
me la vendetta è il soggetto più drammatico al mondo. Abbiamo più rabbia
rispetto al passato, ma viviamo in un mondo dove non ci è permesso
manifestarla. Nel momento in cui non possiamo vivere in una società in cui è
possibile esprimere il nostro odio o la nostra ostilità, la vendetta è un tema
che suscita e susciterà sempre più interesse
con il passare del tempo” Park
Chan-Wook
INTERVISTA
AL REGISTA
Nei
suoi film si può ritrovare una visione fatalistica del mondo
È
vero, anche se non bisogna parlare di “fato” in termini semplicistici. Io
credo che la parola “fato” abbia un significato molto ampio, che rimanda al
sistema, alla struttura sociale. Non mi piace il modo in cui la società
“rimpinza” la gente con l’idea che in una società moderna ognuno possa
risolvere tutti i problemi con i propri sforzi e le proprie capacità personali.
Credo che l’impossibile sia impossibile.
Prendete
il mio caso. Il mio primo film è stato un totale fallimento, per cui è stato
un miracolo per me avere l’opportunità di realizzarne un secondo. E anche
dopo, ho avuto l’occasione di realizzare Joint
Security Area, sebbene fossi stato tagliato fuori dall’industria
cinematografica. È stato il “fato”! Si dice che se si desidera fortemente
qualcosa questa si avvera. Mi sembra assurdo.
È
per questo che in tutti i suoi film c’è “un’entità assoluta” che
controlla il destino dei suoi personaggi?
In
Old Boy questo ruolo è
rappresentato principalmente da YOO Ji-tae. La sceneggiatura originale
comprendeva una scena in cui LEE Woo-jin (interpretato da YOO Ji-tae) chiedeva a
un ipnotizzatore di prendersi cura delle sue cose dopo la sua morte. Se avessimo
mantenuto questa scena il suo ruolo di entità assoluta sarebbe stato avvertito
con più forza dal pubblico. Anche in Sympathy for Mr Vengeance i personaggi credono che le loro
azioni siano determinate dalla loro stessa volontà, ma poi scopriamo che tutto
è controllato da qualcosa di inevitabile e che nel mondo non esiste la
coincidenza.
La
prima scena è di grande effetto. C’è un motivo particolare per cui ha aperto
il film in questo modo?
Volevo
fare un film che iniziasse nel momento più drammatico della storia. Per
esempio, avrei potuto iniziare durante una scena di sesso, o nel corso di un
combattimento. La scena d’apertura è una delle scene che preferisco.
L’attore OH Gwang-rok, il suicida, mi è stato di grande aiuto per creare
questa scena. Ha uno spirito libero e una certa originalità.
Perché ha scelto ancora una volta la vendetta
come tema principale?
Dagli
antichi miti alle storie moderne la vendetta è il tema più popolare tra gli
scrittori. È affascinante poiché ognuno la possiede dentro di sé, ma, allo
stesso tempo, è anche un tabù. Se in Sympathy
for Mr VengeAnce la vendetta è qualcosa di negativo che alla fine
porta solo alla rovina, in Old Boy
potrebbe essere vista come qualcosa di positivo per la salute mentale.
Dall’esterno il confronto tra due uomini e il circolo vizioso della vendetta
potrebbe apparire simile nei due film, ma essi sono totalmente diversi l’uno
dall’altro, così come le sorelle del film “Le due sorelle” di
Brian De Palma. Mentre Sympathy for Mr
VengeAnce afferma che la vendetta fa male alla salute, Old
Boy insiste su quanto invece essa possa fare bene.
Vorrei
precisare, però, che la vendetta non è che uno degli argomenti di Old
Boy . Il vero tema è la salvezza.
Troppo
controllo può nuocere a un film*
Intervista
di Hubert Niogret
Qual
è il suo ambiente familiare?
Mio
padre è professore di architettura. Mia madre è stata docente all’università
e ora fa la casalinga. Considerato il suo interesse per la pittura, quello di
mio padre per la pittura e l’architettura e l’attività di pittore di mio
fratello, c’è una certa inclinazione artistica in me. Ho studiato filosofia
per diventare critico d’arte. Ma, deluso dai miei studi, mi sono indirizzato
verso la fotografia attraverso un’associazione.
Qual
è stato il suo primo contatto col cinema?
E’
avvenuto attraverso i film occidentali che avevo la possibilità di vedere in
televisione, quelli di Alfred Hitchcock e di Douglas Sirk. La generazione dei
miei genitori aveva ben pochi svaghi, ma molti erano patiti di cinema. Ho dunque
visto numerosi film americani e francesi, tra cui quelli con Jean Gabin, che ho
visto dapprima in bianco e nero perché la televisione a colori è apparsa solo
negli anni ottanta. Ho in seguito riscoperto gli stessi film, ma a colori, come Marnie
di Alfred Hitchcock. Ho inoltre subito l’influenza dei cartoni animati per
bambini, che credevo fossero coreani e solo più tardi ho scoperto essere
giapponesi.
Qual
è il primo film che l ’ha segnato?
Vite
vendute
di Henri–Georges Clouzot. Il calore, il sudore su corpi e abiti, i visi
lucidi, la polvere della terra, mi hanno dato una forte emozione e mi hanno
veramente colpito. Ma ero giovane a quel tempo.
Qual
è stato il suo primo coinvolgimento nel cinema?
Quando
ero al liceo, fui colpito dal fatto che esistesse “un regista che fa il
film”. Ma non mi spinsi oltre questa considerazione. Durante il terzo anno
(1994), al diploma, ho visto La donna che visse due volte di Alfred
Hitchcock, che mi ha dato il primo vero impulso. Sono stato sedotto da quella
ricerca ostinata, presente ugualmente in un film coreano, La Femme de feu
(Hwanyo, 1971), che Kim Kiyong aveva realizzato dopo La Serva (Hanyo,
1960) e che ho visto quand’ero al primo anno all’università. La Femme de
feu presentava un universo grottesco, un delitto criminale, con un desiderio
di suicidio, di omicidio, senza alcun sentimentalismo e un certo surrealismo.
Una serva ama il padrone di casa e decide di suicidarsi con lui. Ma quando la
giovane donna sta morendo, l’uomo decide di morire vicino a sua moglie e,
scendendo le scale, trascina per le scale il corpo della giovane donna la cui
testa batte contro i gradini. E’ una scena che mi ha molto colpito per la sua
violenza emozionale. Così sono passato dalla pittura alla fotografia per poi
giungere al cinema.
Lei
ha girato il suo primo film nel 1992, The Moon Is…the Sun’s Dream
Me
ne vergogno un po’ e non ho voglia di ripensarci. Questo primo film è costato
solo 120.000.000 yuan. Il secondo film, Trio, è stato
realizzato con un budget medio. Non voglio dire con questo che un budget
inferiore sia l’equivalente di un brutto film, ma quello non era un buon film.
Non avevo alcuna idea del lavoro con gli attori, avevo in testa solo
l’immagine del regista onnipotente, che considera gli attori come degli
accessori a cui chiede di ubbidire; questo non può che portare a un risultato
dilettantesco, senza vita. In seguito ho preso coscienza del lavoro da
effettuare. Ero troppo accondiscendente coi produttori, eseguivo quello che mi
chiedevano di realizzare, senza farlo a fondo.
Cos’è
secondo lei l’input a un progetto: una storia, un’immagine, un personaggio?
Essere
soddisfatto della storia. Il tema, la storia innanzi tutto. Amo raccontare delle
storie per mia figlia o per mia moglie.
In
che modo si pone riguardo alla scrittura?
Preferisco
la regia. Quando ho scritto delle sceneggiature per altri, l’ho fatto perché
pensavo di poter realizzare io stesso il progetto, ma poi non mi è stato
possibile (The Anarchists, girato da Yu Yon–sik ) oppure sono stato
costretto a venderne i diritti, o per fare un favore a degli amici (Bizzarre
Love Triangle, realizzato da Lee Moo–young). Tuttavia, la scrittura mi
piace, in essa cerco d’immaginare quello che avrebbero fatto i grandi maestri
del cinema. Cerco di immaginare come saranno le riprese del film.
Fino
a che punto di visualizzazione arrivano le sceneggiature che scrive?
Già
durante la stesura inizio a pensare in termini di stile visivo e di montaggio.
Questo non significa, però, che nella sceneggiatura sia indicato tutto, non mi
piacerebbe.
Dopo
l’esperienza di Joint Security Area, lavora con uno storyboard?
Si,
questo mi permette di risparmiare tempo e denaro. Inoltre aiuta la preparazione
con l’equipe, perché ci sono cose che non si possono improvvisare. Se sei
fuori dalla capitale, non puoi improvvisamente chiedere una gru per fare un
piano, bisogna prevederlo. E’ ugualmente molto utile per il trovarobe, che ha
un’idea più precisa delle tue esigenze. Ciò permette di far sapere ai
tecnici su che tipo di film lavorano, e anche di far condividere le loro
conoscenze. Ma bisogna stare attenti a che questo non uccida l’improvvisazione
che si può avere con le riprese. Rifletto costantemente su come migliorarle,
modificarle, tagliarle. Non si deve sopprimere la creatività lasciandosi
imprigionare.
Old
Boy
è l’adattamento di un manga. Qual è il rapporto tra il manga d’origine e
lo storyboard del film?
Non
bisogna assolutamente credere che il manga sia l’equivalente di uno storyboard.
No, questa sarebbe una trappola. Nel film non c’è alcuna immagine del manga,
per alcune cose la storia è stata profondamente cambiata.
Lo
storyboard non porta a realizzare una sceneggiatura frammentata?
C’è
sicuramente un legame, ma lo storyboard contribuisce alla realizzazione di un
certo numero di piani. Joint Security Area e Old Boy presentano
meno piani di numerosi altri film coreani, e ce sono ancora meno in Sympathy
for Mr Vengeance.
Preferisce
le riprese in studio come ha fatto per Joint
Security Area e Old Boy?
Per
il momento si. C’è una concentrazione maggiore nello studio. E’ uno spazio
ristretto, si può girare più rapidamente, esercitare la propria volontà di
controllo in modo più deciso. Ma ho intenzione di fare in futuro riprese in
esterni. Le condizioni sono migliori in Corea del Sud rispetto al Giappone o a
Hong Kong, ma il paese è piccolo, impone molti limiti e io prediligo i grandi
spazi. A volte ci sono delle storie
difficili da riprodurre all’interno di uno studio. Ci sono ad esempio molte
riprese esterne in Sympathy for Mr Vengeance. Il cineasta giapponese
Junki Sakamoto mi ha raccontato che in una ripresa di esterni, in una casa, il
cameraman urtava continuamente contro il muro. Ora, il muro si poteva togliere,
era una decorazione!
Per
Joint Security Area ha percorso la zona demilitarizzata? Cosa ha
rappresentato questo per lei?
Io
sono nato molto dopo la guerra di Corea, nel 1963. Tutta l’educazione della
mia generazione è stata caratterizzata da un ambiente anticomunista, i
comunisti erano considerati alla stregua del diavolo. C’era tutto un insieme
di discorsi, di slogan, di manifesti anticomunisti. Si era di fronte ai mostri.
E l’ideologia si costruisce nell’infanzia. Durante la mia prima visita alla
zona demilitarizzata, il luogo mi è parso calmo, tranquillo, diverso da come me
l’aspettavo. C’era ancora a quel tempo l’angoscia legata all’idea
dell’invasione. Avevo un amico la cui madre diceva: “Se ricomincia la
guerra, ci diamo appuntamento a Nansan, al bastimento della Croce Rossa, alle
due!” L’angoscia della guerra esisteva anche tra i Coreani del Nord a causa
della paura dell’invasione americana. Ma al giorno d’oggi la zona
demilitarizzata è un posto molto tranquillo.
La
tematica della reclusione da lei affrontata è molto pessimista, legata al clima
coreano, un paese doppio…
Perché
all’epoca di Joint Security Area ho conosciuto la dittatura, la vita
urbana con la sua oppressione, le manifestazioni degli studenti, la tortura, il
servizio militare obbligatorio. Anche a casa, per timore, si parlava di politica
a bassa voce. Mio padre riceveva la rivista Time, con le righe cancellate
dalla censura in tutti gli articoli concernenti la Corea del Sud, e si giocava a
indovinello.
I
film successivi alla dittatura in Corea del Sud evocano spesso quel periodo…
Oggi
si può finalmente parlare di cose che prima non potevano essere evocate.
Ma
l’uscita da questa situazione sembra spesso avvenire con la violenza
E’
la tendenza generale. Old Boy è un film meno politico, è
l’espressione di un sentimento personale. In Corea del Sud le piccole
ribellioni sono sempre molto violente, seguite da molteplici misure di
repressione.
Sympathy
for Mr Vengeance
e Old Boy hanno come tema centrale un rapimento...
Sì,
e lo stesso vale anche per il mio prossimo film! In Corea del Sud il rapimento
non è una situazione rara. La situazione politica chiarisce il tutto. Da noi ciò
esiste davvero.
Le
piace fare film che sono inclusi in un determinato
genere?
I
film che vedo appartengono a generi diversi e io non sono affatto settario al
riguardo. Quando realizzo qualcosa, cerco sempre di avere degli elementi di
mistero, degli elementi criminali, uno stato di inquietudine. Non ho mai la
precisa volontà di trattare esclusivamente un genere, anche se tratto un tema
criminale. Inconsciamente questo si trasferisce in tutti i miei film.
Old
Boy
sembra più controllato sulla messa in scena rispetto a Sympathy for Mr
Vengeance, un progresso…
Sono
due storie diverse, trattate ciascuna con uno stile appropriato, e non vedo un
progresso di Old Boy rispetto all’altro. Joint Security Area era
sicuramente un progresso rispetto ai film precedenti e Sympathy for Mr
Vengeance un passo avanti rispetto a Joint Security Area. Non credo
in quello di Old Boy rispetto a Sympathy for Mr Vengeance e penso
che troppo controllo possa nuocere. Una parte di imprevisto apporta l’energia
e la naturalità necessarie a un film.
CHOI
Min-sik
OH
Dae-su, un uomo imprigionato per quindici anni senza una ragione
“Sebbene
sia peggio di una bestia, non ho il diritto di vivere?
Nato
il 27 marzo 1962. Diplomato all’università di Dongkuk, CHOI Min-Sik lavora
per anni a teatro prima di debuttare nel cinema nel 1989 nel film di Park
Chong-won, Kuro Aringang. CHOI Min-Sik vi appare solo per venti
minuti, ma riesce comunque ad attirare l’attenzione, tanto che il regista lo
ingaggerà nuovamente per Our Twisted Hero. Anche in questo caso
il suo è un ruolo secondario, ma ottiene comunque una buona visibilità poiché
il film partecipa a molti festival.
L’attore
recita in seguito in due film romantici, Our Love This Way e Sarah
Is Guilty e, contemporaneamente, recita in televisione, soprattutto
nella nota serie Moon Over Seoul.
Il
successo arriva con The Quiet Family, di Kim Jee-woon, ma è
soprattutto con Shiri, film d’azione molto apprezzato in Corea,
che l’attore fa conoscere le sue doti, tanto da ricevere il premio come
Miglior Attore al Festival Coreano dei Grand Bell Awards.
Dopo
aver interpretato Amleto a teatro, l’attore torna a recitare per il grande
schermo in Happy End e poi in Failan, film per cui
riceve il premio come Miglior Attore al Festival del Film Asiatico di Deauville
nel 2002.
La
popolarità dell’attore si estende oltre i confini nazionali grazie a Ebbro
d’amore e di Pittura, film che vince il Premio per la Migliore Regia
al Festival di Cannes e rimane in programmazione in Francia per oltre un anno.
In
Old Boy, CHOI Min-Sik supera di nuovo se stesso, soprattutto nella
scena al ristorante, dove, nonostante sia vegetariano, ha dovuto mordere un
polipo vivo.
Per
CHOI Min-Sik, l’attore può essere paragonato a uno sciamano:
“
Come uno sciamano diviene una persona diversa ogni volta che esegue un
esorcismo, così un attore dovrebbe essere ispirato a fare lo stesso”.
Il
modo in cui ha creato il personaggio di OH Dae-su in Old Boy è
totalmente diverso a quello che ha usato per JANG Seung-up in Chihwaseon.
Dato che JANG Seung-up è una persona realmente esistita, ha dovuto riportarla
in vita, mentre Dae-su è completamente frutto della sua immaginazione.
Secondo
CHOI, poiché Dae-su è stato rinchiuso per quindici anni in una stanza, è come
un “pezzo di legno secco” che nella testa ha solo la vendetta e
nient’altro, neanche un’emozione. L’incontro con Mi-do, il personaggio
femmine, cambia tutto. Dae-su diviene più umano man mano che il dramma si
svolge, “come muschio che cresce su un pezzo di legno dopo che vi si è posata
sopra l’umidità”.
“CHOI
Min-sik è un attore con le qualità classiche delle vecchie star. Ho cercato di
enfatizzare la forte risonanza della sua voce, che sarebbe adatta anche a una
rappresentazione shakespeariana. Ho cercato anche di enfatizzare i suoi occhi
degni di fiducia, che non cambiano mai, qualsiasi cosa dica o faccia, e i suoi
lineamenti spigolosi. Per presentare la sua voce al pubblico ho usato molto la
narrazione e anche numerosi primi piani per porre enfasi sui suoi occhi profondi
e sulle rughe sul suo volto”.
PARK Chan-wook
FILMOGRAFIA
2004
TAEGUKI di Kang Jae-Gyu
2003
Old Boy di PARK
Chanwook
2002
EBBRO D’AMORE E DI PITTURA di
IM Kwon-taek
2001
Failan di SONG
Hae-sung – Miglior attore al Deauville Asian Film Festival
1999
Happy
End di CHEONG Ji-wu - Miglior attore all’Asian Pacific Film
Festival
1999
SHIRI
di KANG Jae-gyu
1998
The Quiet Family di
KIM Jee-woon
1997
N°3 di Song Neung-han
1993
Sarah
is guilty di Yoo Jee-Hyoung
1992
Our
Twisted Hero di Park Chan-Won
1992
our
Love This Way di Kang Jung-Soo
1989
Huro Arirang di Park
Chan-Won
YOO
Ji-tae
LEE Woo-jin, l’uomo che
imprigiona Dae-su per quindici anni senza una ragione.
“Cercare
vendetta è la cura migliore per qualcuno che è stato ferito”.
Nato
il 13 aprile 1976. Dopo essersi laureato in Cinema e Teatro all’Università di
Dankook, YOO è entrato nella scuola di specializzazione in Advanced Visual
Production all’Università di Chungang. Ha studiato danza quando era al liceo,
per poi lasciarla in seguito a una lesione alla schiena e ha iniziato una
carriera da modello.
Nel
1998 ha debuttato sullo schermo con Bye Hune e l’anno successivo
ha recitato in Attak The Gas Station. All’epoca, la sua
popolarità è dovuta anche alla sua forte presenza nella pubblicità, nei
talk-show televisivi e nella moda.
E’
solo dopo aver raggiunto la celebrità che intraprende la strada del cinema.
In
ambito cinematografico, si fa conoscere nel 2000 prima con Ditto,
poi con l’esplosivo Libera Me e successivamente con Nightmare.
Dopo
il malinconico One Fire Spring Day nel 2001, Yoo Ji-Tae scompare
dagli schermi per poi riapparire in Natural City.
Dopo
aver finito di lavorare per quest’ultimo film, l’attore parte per il
Giappone per motivi di studio. Molte sono le richieste. Il regista Kim Sung-ho
lo raggiunge in Giappone per presentargli la sceneggiatura di Into the
Mirror e, dopo lunghe discussioni, lo convince ad accettare il ruolo del
protagonista. Nello stesso anno (2003) realizza il cortometraggio The
Bilke Boy, che ha scritto, diretto e montato.
In
Old Boy, Lee Woo-jin interpreta Lee Won.jin, un uomo senza cuore
che propone un gioco all’uomo che ha imprigionato per quindici anni senza una
motivazione, sfidandolo a scoprire il motivo della sua reclusione.
FILMOGRAFIA
2004
Woman is the future of the Man
di HONG Sang-soo
2004 Old Boy
di PARK Chan-wook
2003 Into the Mirror
di KIM Sung-ho
2003 NATURAL CITY di Min Byung-Chun
2001 One fine spring
day di HUR Jin ho
2001 MOB 2025 di Kwon Young-Jin
2000
LIBERA ME di Yang Yoon-Ho
2000
A NIGHTMARE di An Byung-Ki
2000
DITTO di Kim Jung-Kwon
2000 01412 P’AJAJINKEOM di Pan Dae-Chan
1999 Attack the gas
station di KIM Sang-jin
1997
Bye Joon di Choi Ho
GANG
Hye-jung
la ragazza dal passato
segreto
“Cosa
vorresti che pregassi?”
Nata
il 1 gennaio 1982. La giovane Gang Hye-jung debutta in televisione nel 1997,
facendosi notare nel cast di una serie drammatica.
Ottiene
in seguito una parte nel cortometraggio Rumble di Ryu Sung-wan.
Contemporaneamente,
continua a recitare in alcune serie televisive, in pubblicità e in qualche
videoclip.
La
svolta avviene nel 2001 con Nabi (The Butterfly) di
Moon Seaung-wook.
Con
Old Boy, Gang Hye-jung ottiene il premio come migliore attrice non
protagonista ai Blue Dragon Awards.
Laureata
in Teatro al Seul Arts College, GANG Hye-gung è stata scelta in un gruppo di
trecento ragazze che si sono presentate per la parte di Mi-do.
FILMOGRAFIA
2004 Old Boy
di PARK Chanwook
2001 NABY (The
Butterfly) di MOON Seung-wook
-
Premio
come Miglior attrice al Puncheon int’l Fantastic Film Festival 2001
1998
RUMBLE di Ryu Sung-wan
JUNG
Jung-hoon
Direttore della Fotografia
Il
direttore della fotografia, JUNG Jung-hoon, è stato elogiato per le sue grandi
capacità direttive e il suo lavoro dinamico con la macchina da presa in The
Glass, Record e Tearful story. Usando molte
inquadrature con la telecamera a mano e molti primi piani in Old Boy,
JUNG è riuscito a catturare le scene drammatiche più intense.
YOO
Seong-hee
Scenografa
I
lavori precedenti della scenografa YOO Seong-hee comprendono Flower
Islands, No blood, No tears e Memories of Murder.
In Memories of Murder ha ottenuto un aspetto reale con una tonalità
acromatica. In “Old Boy” YOO ha cercato di rispondere alla richiesta del
regista PARK Chanwook di colori vibranti e immagini forti, creando spazi irreali
e fumettistici.