| Cari Amici di “Central” e visitatori occasionali.
In occasione della Festa del Cinema di Roma, come abitante e professionista dell'audiovisivo in questa città, sono chiamato, con orgoglio e soddisfazione, a scrivere uno speciale.
La prima domanda che rivolgo a voi tutti è questa: “a cosa serve un festival di cinema?”.
Il quesito non è propriamente provocatorio e vi dico perché.
Il cinema è, per antonomasia, un arte la cui standardizzazione e riproducibilità non ne altera il valore. Mi spiego: vedere un film come “Lady in The Water” in un'anteprima ad un festival è lo stesso che vederlo 15 giorni dopo nelle sale della vostra città. Chi lo vede ad un festival lo vede prima, tutto qui…
Allora perché andare ad un festival?
I motivi sono questi:
1) Nell'ambito della stampa perché il giornalista deve scrivere un articolo, e necessariamente deve vederlo prima, tastare gli umori, andare in sala, assistere alla conferenza stampa, ecc.
Un motivo può essere anche perché si vuole scrivere un articolo per “Central do Cinema” per esempio, cioè fare attività culturale.
Per gli addetti ai lavori, nel senso di coloro che il cinema lo fanno, perché andare ad un festival?:
Perché il film è il proprio ed è l'occasione per fare pubblicità, per vincere un premio, per vivere di un confronto culturale, amichevole (o no!) e lavorativo con altri autori, produzioni, entourage, ecc. I motivi possono essere tutti questi o qualcuno di questi in misura variabile.
Perché non si ha nessun film in concorso o dentro qualche altra sezione, ma come operatori del settore ci si deve far vedere, se la propria condizione lavorativa richiede questa presenza o può essere utile ai fini della propria carriera.
Se invece si è un operatore culturale o un addetto ai lavori al quale non necessitano le condizioni di cui sopra c'è solo un caso in cui ad un Festival non bisogna mancare: quello in cui a vedersi sono pellicole e audiovisivi del cinema emergente o “invisibile” che hanno poche occasioni per trovare distributori o essere visti, ed ecco che l'evento del Festival diventa un occasione importante a livello di fruizione artistica, di nascita di collaborazioni e di scambio culturale al di là di ogni interesse personale. Quindi i veri Festival Cinematografici sono solo quelli che presentano il cinema emergente, che forse non sarà visto in sala, o sarà distribuito solo in alcuni paesi, e dove trova albergo il “vivaio” del cinema del futuro. In questo senso il festival diventa un “unicum”, quasi come vedere la mostra dei quadri di Van Gogh, un opera teatrale, ecc.
L'altro caso che giustifica un festival in modo peculiare è se il tema della manifestazione è monografico, di genere, ecc.
La Festa del Cinema invece ci dà emozioni facili e scontate con star inarrivabili, che non hanno certo bisogno di Venezia o Roma, e i cui film li vedrete da qui a poco nelle “sale accanto”. E state sicuri che “The Departed” come l'ho visto io lo vedrete anche voi, solo con 2 settimane di ritardo rispetto a me.
Che dire, il Festival presenta anche buoni film. La sezione extra, che è riservata al nuovo, presenta opere né più belle e né più brutte di altri festival di cinema indipendente; comunque di meno, sia in senso qualitativo che quantitativo, rispetto ad altre manifestazioni che operano su un “circuito emergente”; qualche replica, qualche professionista “noto” spostato nella sezione extra, qualche “filtro” di troppo che “privilegia i privilegiati”. Accanto al festival c'è una sorta di happening, che vuole (vorrebbe) essere “incubatore di cinematografiche realtà embrionali”, che potranno trovare finanziatori o interesse di qualche produttore; pochi comunque questi fortunati(?), chissà se appoggiati politicamente o ammanicati come al solito…ma non so…Ad ogni modo la regola della casualità implica che comunque sicuramente ci saranno progetti validi ed altri meno…Lo conoscete l'esperimento della “Scimmia Economista?”. Ve lo racconto: ad un esperto agente di borsa erano state date azioni virtuali per generare guadagni e misurarne quindi la sua bravura, mentre alla scimmia sono state date delle freccette che la simpatica bestiola lanciava su un tabellone dove erano scritte le aziende quotate in borsa e la quantità delle azioni da investire. Ebbene, udite, udite….la simpatica scimmietta è stata quasi brava come l'economista esperto in termini di redditività, ah, il “caso”, ma qualcuno ha anche azzardato presunte qualità della scimmietta economista…Fidatevi degli animali! Al Festival invece si è potuta notare la presenza cospicua di una specie di “mammifero presenzialista e mediatico”, che certo ha preso d'assalto questa kermesse.
Ecco, l' “esempio della scimmia” spiega la validità dei criteri di molte manifestazioni ed iniziative; a voi l'ardua sentenza.
La “Festa” è costata circa 10 milioni di euro con sponsor privati, che però ricordiamo che manipolano i soldi dei cittadini, e si dice che, come per la Notte Bianca, le entrate di questa iniziativa siano molto maggiori. Governanti e Assessori ci ricordano di continuo quanto positive siano le loro iniziative e quanto queste servano a rimpinguare le casse del fisco, generando ricchezza allo Stato, quindi non solo culturale….Però…come mai i debiti dello Stato e delle Amministrazioni aumentano? Come mai ci sono gravi e crescenti ammanchi nonostante i servizi sociali e dello stato civile vengano sempre più tagliati e accorpati? Forse noi italiani non abbiamo capito che le “Notti Bianche” e le “Feste” (del cinema, della musica, ecc) che vengono appunto vantate come “speso uno e reso dieci” sono la vera cura del nostro paese? E allora al “via con le danze”, dieci, cento, mille notti bianche in tutto lo Stivale; feste e festoni per divi vecchi e nuovi; la festa è solo cominciata e chi non partecipa è un ladro o un pirata (alias, d'ora in poi, anche cattivo contribuente). Quanto è diventata ricca Roma, noi poveri ingenui non l'avevamo capito; ci si lamenta dei tagli? E cosa sarà mai, anzi, si tagli pure perché noi abbiamo i proventi di tutte queste civili e ricche iniziative, e poi il pil, beh, il PIL cresce, cresce sempre più….con tutta questa movimentazione di soldi, fatturazioni e scontrini fiscali non si capisce come mai i debiti aumentano sempre più, ma ripeto amici, siamo solo noi che non capiamo. C'è chi ha già compreso tutto per noi e si occupa del nostro benessere, statene certi.
A Tor Bella Monaca e Lunghezza, quartieri di Roma, sicuramente sono molto contenti anche loro; che volete che sia quell'aria stuzzicante che sa di “pneumatici bruciati dai nomadi”, “qualche automobilina arsa”, “qualche marciapiede che non c'è”, e poi perché usare paroloni come “furti”, “disagio giovanile”….a Tor Bella Monaca, come un po' dappertutto, forse manca un'attenzione adeguata a qualche problemuccio…ma si sono potuti consolare con la visita di Mister Di Caprio che ha addottrinato gli abitanti di questo quartiere sulle grandi emergenze ambientali del pianeta terra; ci ha “aperto gli occhi”, che appuntamento “irrinunciabile”…
Sicuramente è stata FESTA per Richard Gere, Sean Connery, Nicole Kidman, Martin Scorsese, Di Caprio, Russel Crowe, Viggo Mortensen, ecc., ecc, solo per citarne alcuni. Molto stringata la loro presenza, ma le cifre del loro cachet presentano invece diversi zeri.
Noi, che eravamo rimasti a le “Notti Bianche” di viscontiana memoria, possiamo almeno apprezzare la mostra (gratuita) dei costumi dei film del grande maestro milanese, con foto, copioni e altro materiale personale.
Bella anche la mostra fotografica (gratuita) su Roberto Rossellini con “cortometraggio omaggio” che vede protagonista la sempre bella, dolce e affascinante Isabella.
Superlativa la mostra (gratuita) dei costumi de “L'Ultimo Imperatore” di Bernardo Bertolucci; generalmente i costumi cinematografici visti da vicino non sono così precisamente lavorati come quelli “veri” perché sono funzionali solo alla visione cinematografica…invece questi visti realmente non deludono affatto, eccezionali!
I film:
Fra gli italiani: N (Io e Napoleone) di Virzì; “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, tra applausi convinti, ma non troppo entusiasti.
Fra gli stranieri:
Il solito bravo Scorsese di “The Departed”, storia incrociata di mafia, polizia e infiltrati, ispirato da un film orientale credo…
“The Hoax”, tratto dalla storia della finta biografia che un imbroglione biografo realizzò su un riccastro, il “The Aviator” scorsesiano…sempre lì…ricordiamo che il Grande Martin a Roma aveva girato anche “Gangs of New York”; corsi e ricorsi storici direte….
“Fur” di Steven Shainberg, con Nicole Kidman (ritratto di donna fuori dagli schemi come è ormai sua consuetudine)…lei, come il Richard Gere di “The Hoax”, ovviamente presente qui a Roma.
Fra i film “emergenti” più interessanti si segnalano: “Borat” di Larry Charles, che ha fatto molto discutere; è un film originale: un falso documentario su un giornalista, prima firma del giornalismo del Kazakhistan, inviato negli “States” per realizzare un reportage sulla filosofia della vita americana…e che si innamora attraverso la TV di Pamela Anderson….
Fra gli italiani una menzione la merita “La vera leggenda di Tony Vilar” di Giuseppe Gagliardi, documentario su un emigrato calabrese (e un po' scorsesiano anche lui, come del resto i milioni di meridionali italiani che hanno popolato gli USA) che divenne una vera star negli “states” come cantante nei decenni passati, poi, dopo anni di attività, avendo perso i capelli, si vide sorpreso mentre gli cadeva il parrucchino, da qui si ammalò di depressione e abbandonò le scene diventando un venditore di auto. Storia vera!
Abbiamo anche il film cinese vincitore a Venezia, la cui produzione sta cercando disperatamente di vendere a qualche distribuzione occidentale...sigh….
Una cosa sull'organizzazione: non buona. C'è da chiedersi come mai a Venezia, e ora a Roma, è sempre così difficile che le cose funzionino. Non è normale. In generale se ci si impegna le cose vanno almeno benino: quando a Milano c'era il Mifed non c'era la perfezione ma almeno un'accettabile efficienza; certo, gli imprevisti e i problemi possono sempre capitare, ma le cose funzionano…a Reggio Calabria, con il Festival Internazionale dei Circoli del Cinema degli anni scorsi, nessun significativo problema. Negli altri Festival della Capitale, meno blasonati ma che hanno anche molte meno risorse, le cose funzionano!!! Siano i troppi quattrini il problema? Chissà…insomma da est ad ovest e da nord a sud, i problemi rientrano nell'assoluta e imprevedibile normalità…cosa faranno mai in queste costose manifestazioni che è sempre un gran “casino” non si sa…forse sarà un vento da lido lagunare che si è abbattuto anche qui…certo le risorse sono state ingenti e avrebbero premesso di risolvere tutti i problemi, organizzativi e non.
Io stesso curai tempo fa alcune spedizioni per conto di alcune case cinematografiche di pellicole importanti verso i “lidi veneziani” e me ne sono capitate di tutti i colori…
Rimane il fatto di capire se la cultura italiana e il cinema nostrano avevano bisogno di questo tipo di sostegno o di altro, come, per esempio, se a Tor Bella Monaca avevano bisogno della visita “ambientalista ed ecologica” del divo Di Caprio, o invece di qualche vigile urbano o assessore alle politiche culturali e sociali veramente attivo e che non opera per meri ritorni elettorali ma nell'interesse della comunità.
I soldi per la cultura e il cinema non sono mai troppi…però bisogna capire come spenderli, amici. Se i soldi si spendono per fare cultura viva tra la gente e in mezzo alla gente fornendo strumenti e risorse per realizzare ed elaborare progetti dove nuove realtà siano protagoniste e, con loro, sia protagonista la gente, allora sono spesi bene, altrimenti riflettete voi se questo è il momento storico più adatto per un paese come il nostro per “Feste” come questa.
L'impressione è che questa manifestazione sia stata utilizzata come un grande ritorno sul piano mediatico e pubblicitario da parte di una certa “lobby”. Forse questo circo è stato un “attimino” sporcato dal sangue dell'incidente alla metropolitana; l'inefficienza e l'insufficienza della linea A e B, fra le tante cose che non funzionano nel nostro belpaese, è cosa secondaria, tanto abbiamo visto “Martin, Nicole e Richard”; Sean ha detto due parole a “sforzo”, ha ritirato il suo Marc'Aurelio e si è scolato il suo drink. Abbiamo avuto una grande fortuna: quando c'è stato l'incidente in metro con pendolari e cittadini che si recavano sul posto di lavoro o all'università, i Divi erano già partiti, altrimenti che peccato sarebbe stato turbare la loro festosa presenza e le nostre gioiose partecipazioni per un incidente che “nulla” toglie alla fama di efficienza e qualità dei servizi, in linea con i principali standard europei e non solo…
E a me, in questa serata, seduto sui gradoni della struttura all'aperto tra gli “scarafaggi giganti” o “chiglie di navi” (a seconda dell'umore) dei tetti degli “auditorium” cosa rimane? Oltre al mio cocktail ovviamente. E oltre certamente alla lotta operosa in tutto ciò in cui credo? Magari un po' d'evasione da questi pensieri: sogno di fare “il trenino da discoteca” con tutti i presenti su e giù e tra le vie che solcano queste grandi strutture cantando: “Brigitte Bardot, bardooot….brigitte bardot, peugeooot…” Non sarebbe da autentica festa del cinema-notte bianca? E comunque, in fondo, meglio una Festa del Cinema che “soldi non spesi per il cinema”, almeno da un egoistico punto di vista. Bene o male, questo luna park porta sempre lustro alla settima arte, e per noi non è mai troppo, come non lo è il nostro amore per il cinema.
Gino Pitaro www.young-lions.it
Lo speciale di Roberto Donati
In anteprima alla festa del cinema:
Playing the victim
Dopo il matrimonio
The prestige
Il vento fa il suo giro
Fu zi Cinematografo.it a Roma
Scorsese riceve il premio IOMA Varie
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