La vergine dei
sicari
di Barbet Schroeder
Lo scrittore Fernando Vallejo torna a Medellin dopo 30 anni
di vita all'estero, e qui si innamora, ricambiato, di Alexis, un sedicenne che per vivere
fa il sicario. Barbet Schroeder non e' mai stato un regista particolarmente dotato, ma con
"La vergine dei sicari" sembra aver trovato una vena poetica di notevole
impatto. La storia d'amore tra Fernando e Alexis e' toccante, e soprattutto realizzata,
caso piu' unico che raro, come storia d'amore tout-court senza porre l'accento
sull'omosessualita': Fernando e Alexis si amano, e vengono accettati da tutti per il loro
amore, indipendentemente dal fatto che appartengano allo stesso sesso. E, caso ancor piu'
raro, il film e' totalmente amorale nella sua rappresentazione non solo del rapporto tra i
due ma anche degli omicidi che si susseguono senza sosta. Schroeder non giudica, si limita
ad osservare la realta' che lo circonda ed a trasmettercela (e Medellin non deve essere
molto diversa da come ci viene mostrata nel film, se la troupe e' stata costretta a girare
con telecamere digitali perche' piu' maneggevoli in caso di fuga da una sparatoria).
Assassini nati.
Graziano Montanini
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