L’ORA DEI FORNI
(La hora de los hornos) ARG
1968 di Fernando Ezequiel Solanas (e Octavio Getino).
° Celebre documentario in tre parti (Neocolonialismo
e violenza, 95’ divisi in 13 capitoli; Atto a
favore della liberazione, 120’ articolati in due
sezioni e 22 capitoli; Violenza e liberazione, 45’
divisi in 12 capitoli) sull’Argentina e la sua storia.
Solanas e Getino, fondatori del movimento Cine-Liberación,
assemblano con rabbia e verve polemica immagini, scritte,
cartelli, voci over e denunciano la situazione di estrema
miseria, degrado ed estromissione dal mondo del proprio
paese. Uno straordinario documento – sincero, brutale,
appena sensazionalistico e sanamente scioccante (notevole l’accostamento
veloce e programmatico di idilliache immagini consumistiche
e di scene strazianti di massacri animali in un simbolico
"montaggio delle attrazioni" – anche in senso
musicale – di chiara derivazione ejsenstenjana) – e
"forse l’unico esempio di riflessioni storicopolitica
in forma cinematografica" (Morandini). Montato in
Italia (ma rielaborato successivamente, con l’avvento di
Peron al potere) grazie al contributo di Valentino Orsini e
finanziato dai gruppi rivoluzionari, questo scomodo ma
necessario documento fu premiato alla Mostra di Pesaro.
Solanas compose anche l’eterogenea colonna sonora, scelse
come titolo un verso del poeta cubano José Martí (già
sfruttato dal "Che") e dedicò il film a Ernesto
Che Guevara (e a quelli come lui), voluttuosamente
immortalato (dopo averne ripreso le spoglie ormai senza
vita) in un primo piano rispettosamente lungo che conclude
la prima parte. Il film contiene anche brevi passi tratti da
altri documentari, come Il cielo e la terra di Joris
Ivens. Sottotitolo: Appunti e testimonianze sul
neocolonialismo, la violenza e la liberazione. BN DOC
260’
Roberto Donati
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