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SANGUE DI CONDOR
(Yawar Mallku) BOLIVIA 1969
di Jorge Sanjinés con Marcelino Yanahuaya, Vicente Salinas,
Benedicta Huanca, Mario Arrieta, Felipe Vargas, gli abitanti
del paese di Kaata.
° Mentre le donne di un villaggio andino
sono sottoposte a sterilizzazione dai militari americani,
Paulina e suo fratello cercano disperatamente soldi e aiuto
per riuscire a ottenere il sangue di cui il marito della
donna, mortalmente ferito, ha urgente bisogno. Il boliviano
Sanjinés – alla sua opera più celebre e celebrata (anche
in Europa) – scrive (con rabbia non sopita), monta (con
sincopata energia) e dirige (con furia ed essenzialità) un
apologo "neorealista" contro l’imperialismo
americano, al quale è concepibile ribellarsi solo con la
violenza (come sottolinea l’emblematica immagine finale,
un fermo immagine di molti fucili alzati). La storia, che
procede anche per assurdità, ha qualcosa di metafisico e
astratto, ma la realtà descritta è fisica, concreta,
terragna, assolutamente sanguigna. Attori non professionisti
(per la maggior parte), mezzi inadeguati ma idee salde,
colonna sonora etnica a base di flauto di pan e strumenti
locali: come fare un film che resta impresso col niente. L’opera
segnò anche una rivolta cinematografica nel mondo
latinoamericano, "ponendosi come alternativa
indigenista e guerrigliera al Cinema nôvo brasiliano".
Titolo inglese: Blood of the condor. BN DRAMM 73’ *
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Roberto Donati
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