ASSOLO

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Scheda film
Regia: Laura Morante con la collaborazione alla regia Daniele Costantini
Soggetto: Paolo Genovese, Edoardo Falcone
Sceneggiatura: Laura Morante, Daniele Costantini
Fotografia: Fabio Zamarion
Montaggio: Esmeralda Calabria
Musica: Nicola Piovani
Italia/Francia, 2016 – Commedia – Durata: 97′
Cast: Laura Morante, Gigio Alberti, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Carolina Crescentini, Emanuela Grimalda, Piera Degli Esposti
Uscita: 5 gennaio 2016
Distribuzione: Warner Bros Italia

Woody Allen al Femminile

Flavia, impiegata d’albergo, divorziata due volte e con due figli ormai adulti, è una donna con problemi di autostima che cerca nella psicanalisi le risposte a una vita carica di qualche imperfezione e molta normalità.

Laura Morante, alla seconda opera in cabina di regia, dimostra ancora una volta come l’essere un’ottima attrice guidata da Carlo Verdone, Nanni Moretti o sulle assi di un palcoscenico non comporti l’essere altrettanto abile dietro la macchina da presa seppure assistita nel corso di questo suo secondo sforzo dal regista e amico Daniele Costantini. La sceneggiatura pensata sulle solide spalle dell’attrice originaria di Grosseto non riesce a sciogliere i numerosi dubbi che offuscano la pochezza di una trama creata con validi contraltari maschili, Gigio Alberti e Francesco Pannofino nel ruolo dei due ex-coniugi di Flavia, e Marco Giallini, in quello di un collega molto interessato alla sua vicinanza, oltre al cameo di Antonello Fassari nel ruolo di un comico insegnante di scuola guida; la trama dimostra la propria sterilità proprio nella vacuità di molti dialoghi, nella psicosi onirica nella quale rischia di affogare e impantanarsi la protagonista e al tempo stesso nella location, che se fosse trasportata oltre oceano, sullo sfondo della Grande Mela, potrebbe fare sembrare questo Assolo una versione mal riuscita di un film di Woody Allen d’altri tempi, con tanto di psicanalista a seguito, in questo caso impersonato da una splendida Piera Degli Esposti candidata per la sua performance al David di Donatello nel ruolo di attrice non protagonista, decisamente abile nel fare affiorare spiegazioni legate all’infanzia di Flavia e in grado di veicolarne le paure verso una soluzione che possa assisterla. Film quindi decisamente rivedibile e capace solo di strappare qualche occasionale sorriso e nulla più.

Voto: 5

Ciro Andreotti

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