SCAPPA: Get out

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Scheda film
Titolo originale: Get out
Regia, Soggetto e Sceneggiatura: Jordan Peele
Fotografia: Toby Oliver
Montaggio: Gregory Plotkin
Scenografie: Rusty Smith
Costumi: Nadine Haders
Musiche: Michael Abels
Suono: Jeffree Bloomer
USA, 2017 – Horror – Durata: 104′
Cast: Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Catherine Keener, Caleb Landry Jones, Marcus Henderson, Betty Gabriel
Uscita: 18 maggio 2017
Distribuzione: Universal Pictures

Se fossi in te… io scapperei…

Non c’è che dire: la presidenza Obama ha lasciato il suo segno, negativo o positivo che sia. Un film come quello di Jordan Peele, qui al suo esordio, per quanto sarà possibile parlarne facendo slalom tra i rischi di spoiler, è un vero segno dei tempi, che la presenza di un afroamericano alla Casa Bianca per ben otto anni ha influenzato. Ma andiamo per gradi.

Il giovane “coloured” Chris Whashington (Daniel Kaluuya) viene invitato dalla fidanzata “WASP” Rose Armitage (Allison Williams) a conoscere la propria famiglia nel profondo Sud degli Stati Uniti. Giunto lì, oltre ad un simpatico sarcasmo da parte dei suoi “nuovi genitori” e dei loro amici in occasione di un ricevimento, Chris avvertirà una serie di strane sensazioni che saranno soltanto il preludio di ciò che starà per accadergli…

Scappa: Get out può essere definito come la versione horror (e post-obamiana) di Indovina chi viene a cena?, con contaminazioni di The visit di M. Night Shyamalan (altra recente produzione di Jason Blum) e de La fabbrica delle mogli di Bryan Forbes (l’originale, non l’orrendo remake firmato Frank Oz), con una spruzzata intenzionale, più in forma d’omaggio che altro, de La notte dei morti viventi di George A. Romero. E forse abbiamo detto anche troppo.

Dopo una necessaria mezzora in cui succede molto poco, ma fondamentale per porre tutte le basi del racconto, inizia la discesa all’inferno del povero Chris. Quello che funziona, più che alla perfezione, nel film è la sensazione di non riuscire a capire veramente fino alla fine che cosa stia accadendo e di lasciarsi coinvolgere da Jordan Peele in una narrazione sempre più serrata che lascia poco respiro allo spettatore. Tutto è dosato al millesimo e gli indizi, spesso inquietanti, avvicinano alla verità dei fatti, senza però farla cogliere pienamente, sviando invece puntualmente e procedendo sempre senza forzare troppo la soglia di incredulità dello spettatore.

Non siamo neanche di fronte alla famiglia razzista, anzi, ma davanti ad un nucleo che sosteneva perfino Obama, ed è questo uno degli elementi di forza dell’opera.

Scappa: Get out è una pellicola che vive di dettagli e finezze narrative, pressoché impossibili da rivelare a chi non l’ha ancora vista, se non l’ironica canzone “Run rabbit run” della primissima sequenza e l’incidente stradale con il cervo durante il viaggio verso casa che porta Chris ad identificarsi con l’animale ferito.

Anche il finale tutto sommato politically correct, per quanto ne sia stato scartato uno molto pessimista ed in linea con la parziale ispirazione romeriana, funziona nell’economia generale di un racconto ben scritto, ben condotto e soprattutto ben interpretato.

Scappa: Get out nella migliore tradizione cinematografica autoriale è un teso film di genere che sfrutta il genere stesso per parlare di altro, divenendo così un film politico, più d’ogni altra opera dichiaratamente impegnata

Voto: 8

Paolo Dallimonti

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