SMETTO QUANDO VOGLIO – Masterclass

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Scheda film
Regia: Sydney Sibilia
Soggetto e Sceneggiatura: Luigi Di Capua, Francesca Manieri e Sydney Sibilia
Fotografia: Vladan Radovic
Montaggio: Gianni Vezzosi
Scenografie: Alessandro Vannucci
Costumi: Patrizia Mazzon
Musiche: Michele Braga
Italia, 2017 – Commedia – Durata: 118′
Cast: Valerio Aprea, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Libeo De Rienzo, Stefano Fresi, Andrea Giannini, Lorenzo Lavia
Uscita: 2 febbraio 2017
Distribuzione: 01 Distribution

Lezioni di vita

Pietro Zinni (Edoardo Leo), ex ricercatore universitario frustrato da una carriera mai arrivata, sta scontando in carcere i reati commessi insieme ai suoi complici, la cosiddetta “Banda dei Ricercatori”. Composta da alcune tra le menti più brillanti del paese, la gang produceva “smart-drug”, ossia nuove sostanze psicotrope legali finché non vengano scoperte dalla polizia ed iscritte nel novero di quelle illegali. Un giorno Pietro riceve in cella la visita dell’ispettore Coletti (Greta Scarano) che gli fa una proposta: la ripulitura della fedina penale per lui ed i suoi soci e l’azzeramento del processo in cambio dell’identificazione di ben trenta nuove droghe. Aggiunti tre nuovi elementi alla banda, i Ricercatori si rimettono all’opera alacremente e con ottimi risultati, ma una nuova sostanza difficile da indentificare, il Sopox, renderà il loro compito assai arduo, tra nuovi nemici e patti non troppo chiari…

La Banda dei Ricercatori è tornata. Sydney Sibilia raccoglie diverse buone idee ed anche un cospicuo budget, tra Groenlandia, Fandango Rai Cinema, che gli ha permesso di girare in contemporanea anche un terzo capitolo – “Ad honorem” – di cui vediamo uno sfavillante trailer prima dei titoli di coda. La sceneggiatura, scritta da una nuova coppia che affianca il regista (di cui un membro viene dai “The Pills”), è sempre all’altezza e regala ancora risate, la fotografia di Vladan Radovic è più curata – mentre nel primo episodio a tratti “sparava” – ed è assecondata dalle scenografie di Alessandro Vannucci, che con i colori ne esaltano la virata al lisergico.

Le regole del sequel sono rispettate ampiamente: i protagonisti passano da sette a dieci, reclutando giustamente e saggiamente nuove leve tra i cervelli in fuga all’estero; c’è un’evoluzione narrativa con l’introduzione della polizia come alleato; spunta fuori un nuovo villain, interpretato da Luigi Lo Cascio, che, ancora più temibile del precedente Murena, ambisce ad essere protagonista della terza parte,  come si comprenderà nelle sequenze finali ed in quelle del trailer del prossimo film.

Qualche soluzione risulta un po’ forzata e gratuita, come se si volesse far ridere a tutti i costi o si avesse paura di non farlo abbastanza, si veda la scelta dei mezzi militari nazisti nell’ultima sezione, ma l’andamento è molto fluido ed in molti punti irresistibilmente divertente.

Il cast funziona molto bene – un applauso va a Stefano Fresi, qui misurato come non mai, che si mangia l’ormai solito Leo quasi sempre nei panni dello sfigato – anche meglio che nel primo episodio,  in particolare per l’aggiunta dei nuovi Bonini, Morelli e Lisma, che, se da una parte danno nuova linfa al gruppo, dall’altra diluiscono di gran lunga molte caratteristiche degli altri comprimari che nel primo film potevano risultare insistite e forzate, come le citazioni dei latinisti.

Aspettiamo con molta curiosità per la fine di quest’anno il capitolo conclusivo, al momento in post-produzione, che promette grosse sorprese.

Voto: 7

Paolo Dallimonti

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