Il film decisamente piu esplosivo di Venezia 2025! Pensate a No Other Choice (Eojjeol Suga Eopda) come a qualcosa di simile a un film che confonde i drammi dell’aristocrazia inglese con il mercato del lavoro industriale coreano contemporaneo, e avrete un’idea del difficile equilibrio che richiede quest’opera. Il film rimane l’opera di un maestro artigiano con la sua cifra narrativa idiosincratica, sebbene il pathos e la suspense di un padre di famiglia laborioso spinto dalla disperazione all’omicidio vengano sminuiti a favore di un umorismo paradossale. Il regista si è fatto un nome nei primi anni 2000 con successi istantanei di culto come il violento fantasy Oldboy. Ma i suoi ultimi due inebrianti lungometraggi, il sontuoso thriller erotico d’epoca The Handmaiden e l’intricato rompicapo neo-noir Decision to Leave, hanno visto il suo controllo infallibile e la sua scrupolosa attenzione ai dettagli affinarsi in nuovi ed eleganti modi. Una evoluzione formalista che ha mutato anche la sua audience e gli ha fatto guadagnare premi di qualità. Quest’ultima opera si distacca dal formalismo, per tornare nella traccia del mood dei suo primi film. Consideriamo cheè stato un progetto sognato per Park per 20 anni addirittura! per capirne al meglio la genesi e il risultato di questa vendetta di un lavoratore disoccupato in cerca di nuova occupazione, il quale non trova di meglio che eliminare i candidati al suo nuovo ruolo per facilitarsi l’impresa. Per qualcuno tra le righe si vede una critica al neocapitalismo in corea del sud.

Tuttavia, molti ammiratori del regista ne apprezzeranno la comicità e le bizzarrie slapstick, anche se riducono la posta in gioco per un protagonista che è un uomo assolutamente perbene, finché una crisi non lo trasforma nel più goffo assassino nella storia dell’omicidio. È fondamentale per la padronanza del materiale da parte di Park che il personaggio mantenga gran parte della sua innocenza, anche dopo essersi sporcato le mani di sangue e aver compiuto efferate azioni e delitti. Il tono sarcastico e paradossale del regista, mantengono comunque il livello di pathos e drammaticità sempre sotto controllo con un equilibrio notevole che ne fa un’opera riuscita e da vedere.

Voto 7,5

VC