Scheda film
Regia e Fotografia: Dario Germani
Soggetto e Sceneggiatura: Giacomo Pio Ferraiuolo
Montaggio: Lorenzo Fanfani
Scenografie: Alessandra Martelli
Costumi: Antonella Balsamo e Federico Pinna
Musiche: Simone Pastore
Italia, 2026 – Horror – Durata: 93′
Cast:
Ilde Mauri, Ermanno De Biagi, Giuditta Niccoli, Klara Gonda, Robert Madison, Mario De Candia, Beatrice Simonetti
Uscita in sala: 23 febbraio 2026
Distribuzione: World Movies
Diavolo d’un Germani…
Dopo la morte del fratello Alexander (Dario Germani), con cui aveva sempre avuto una connessione più che unica, anche a distanza, Erika (Ilde Mauri) sprofonda in un abisso di dolore. Ma nel buio che la avvolge si annida qualcosa di antico e oscuro. Un prete dovrà sfidare il Male originario per strapparla alla dannazione eterna…
Il più prolifico regista italiano, che cerca strenuamente di portare a braccetto la qualità insieme alla quantità, torna, dopo Antropophagus: Le origini e Revival, con un horror lontano dalle sue corde più avvezze allo splatter. Gira un film in estrema contornandosi di amici ew collaboratori che gli regalano piccoli ruoli (l’effettista David Bracci, il produttore Gianni Paolucci e lo stesso Dario Germani), ma dai contenuti molto efficaci. Curando attentamente come sempre anche la fotografia delle sue pellicole, il regista ci trascina in questa discesa agli inferi, che alla fine vuole essere una metafora del dolore e dell’elaborazione del lutto.
Tralasciando, ma non troppo, il gore, che fa capolino in almeno due-tre sequenze che lasciano il segno, Germani ha dovuto fare i conti con la paura più nascosta, il dubbio che ci sia veramente qualcosa di non palesato, ma forse più terribile di un semplice, ma implacabile villain violento e sanguinario, come ad esempio nei due capitoli di Antropophagus da lui girati. Con lo sceneggiatore Giacomo Pio Ferraiuolo, ha studiato gli esorcismi paleocristiani e le particolarità sul tema della possessione nei luoghi dove si è trovato a girare. Infatti, in un piccolo sforzo produttivo, il film ha scene in Ungheria, dove si svolge la maggior parte della storia, a Malta, dove si tengono gli esorcismi, in Tunisia e a Roma, centro storico della cristianità.
Insieme all’attrice protagonista Ilde Mauri, inoltre, è andato a confrontarsi con un vero esorcista riconosciuto dalla Chiesa, il quale ha fornito le linee guida della pratica di esorcismo conferendo validità alla messa in scena.
E per conferire la spettacolarità e l’originalità necessarie non si è risparmiato di portare gli esorcismi in pieno giorno su una scogliera a Malta, trasferendo così alla luce del sole ciò che si è sempre raccontato in notturna.
Angelus Tenebrarum, pur con le mille pecche di una lavorazione relativamente economica e di recitazioni non sempre eccelse, ha il pregio, come tutti i film di Dario Germani, di una regia abile e attenta, che cerca di fare sempre di necessità virtù, onorando i maestri storici del nostro glorioso cinema di genere e curando maggiormente alcuni dettagli, come ad esempio il sonoro, se ne ha dovuti trascurare altri.
Voto: 6 e ½
Paolo Dallimonti


