Scheda film
Regia e Fotografia: Dario Germani
Soggetto e Sceneggiatura: Filippo Luciano Santaniello e Vincenzo Pandolfi
Montaggio: Lorenzo Fanfani
Scenografie: Claudio Cosentino e Antonio Di Giovanni
Costumi: Antonella Balsamo
Musiche: Simone Pastore
Italia, 2026 – Azione – Durata: 83′
Cast: Lorenzo Buran, Natalie Rapti Gomez, Casper Kabri, Robert Madison, Mike Lloren, David Brass, Anna Maria Tursi
Uscita in sala: 23 marzo 2026
Distribuzione: World Movies

Motore, ciak e… azione!

Un commando paramilitare fa irruzione in una chiesa all’interno del Vaticano per impossessarsi di un’ampolla contenente nientepopodimenoché… il sangue di Cristo. Durante uno scalo a Manila, l’ex comandante delle forze speciali Jake Mitchel (Lorenzo Buran) e sua moglie (Nathalie Rapti Gomez, già vista in Revival) finiscono per trovarsi coinvolti in una situazione imprevista e drammatica che ha a che fare con l’oggetto del furto e con il misterioso gruppo sanguigno della donna. A dominare il tutto, una enigmatica setta, che ha bisogno di entrambi i tipi di sangue per perseguire i propri folli obiettivi…

Dario Germani, regista che definire prolifico è riduttivo, dopo numerosi horror e thriller, debutta nel genere action, con un film girato tra Roma, Manila, Los Banos, Bratislava, New York e Nefta. Una tipologia di film che richiede un montaggio ancora più serrato, qui curato da Lorenzo Fanfani, e una particolare cura nella realizzazione delle scene di combattimento, per le quali si è rivolto all’amico Andrea Rinaldi, campione di varie discipline di lotta, ad amici pugili professionisti e al lavoro dello stunt coordinator Alessandro Gaudio – il cui vasto curriculum spazia da Equilibrium con Christian Bale a Falchi di Toni D’Angelo.

Con la “complicità” dei produttori Gianni Paolucci e Marco Gaudenzi, che lo hanno assistito anche in momenti difficili sul set, come ad esempio sotto un ciclone che ha devastato le riprese nelle Filippine, Germani ha portato a casa una pellicola ritmata e veloce, che si attiene abbondantemente sotto l’ora e mezza di durata.

Però speriamo che il buon regista di Antropophagus: Le origini e Angelus tenebrarum ci perdonerà, se lo continuiamo a preferire nei suoi generi cinematografici precedenti e prediletti. Pur dimostrando di aver ben appreso la lezione dei vari Aristide Massaccesi, Antonio Margheriti e Bruno Mattei, tra i maggiori registi d’exploitation in Italia, e continuando a contaminare i suoi esperimenti col fantasy e con l’irrinunciabile horror – qui fanno capolino degli inequivocabili zombi e una citazione di Midsommar di Ari Aster – Dario Germani non sembra completamente a suo agio col puro cinema d’azione. Quell’arte di arrangiarsi, che risultava vincente nelle sue pellicole, qua mostra spesso la corda, rischiando a tratti di scadere nel ridicolo involontario.

A fronte di un finale originale e spiazzante, anche troppo sintetico, e di un’ottima fotografia ancora una volta da lui stesso curata, gli diamo comunque una seconda chance col genere action. A quando?!

Voto: 6

Paolo Dallimonti