Scheda film
Regia: Francesco Mandelli
Soggetto: dalla canzone omonima dei Pinguini Tattici Nucleari, scritta da Riccardo Zanotti
Sceneggiatura: Francesco Mandelli, Roberto Lipari, Tiziana Martini, Andrea Pisani, Ignazio Rosato
Fotografia: Massimo Schiavon
Montaggio: Julien Panzarasa
Scenografie: Michela Croci
Costumi: Sara Costantini
Musiche: Riccardo Zanotti e Marco Paganelli
Suono: Roberto Mozzarelli
Italia, 2026 – Commedia – Durata: 101′
Cast: Beatrice Arnera, Luigi “Herbert Ballerina” Luciano, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella, Andrea Pisani, Francesco Rusoo
Uscita in sala: 26 marzo 2026
Distribuzione: Medusa Film
La vita è un gioco, ma qualcuno… bara!
Un gruppo di ex compagni di liceo che si ritrova diciassette anni dopo il diploma per il funerale di uno di loro, Luca Pozzi (Francesco Mandelli). Quella che nasce come una cena all’insegna della nostalgia e dei ricordi, si trasforma rapidamente in una notte di eccessi, segreti e confessioni, all’indomani della quale la bara del defunto… è scomparsa, coinvolgendo tutti in una sorta di caccia al tesoro nel tentativo di recuperarla e costringendo ciascuno dei protagonisti a confrontarsi con il proprio passato, le proprie scelte e il divario tra ciò che sognava di essere e ciò che è diventato…
Il film, ispirato curiosamente e dettagliatamente all’omonima canzone dei Pinguini Tattici Nucleari – il cui frontman Riccardo Zanotti assomiglia “misteriosamente” ad Andrea Pisani, che interpreta Bonelli, protagonista anche del brano – è una riflessione ironica e amara sulla generazione dei Millennials. A metà tra Compagni di scuola di Carlo Verdone e Una notte da leoni di Todd Phillips, la pellicola, sceneggiata a dieci mani, si lancia in un’operazione nostalgia non priva di messaggi per la Gen Z e successive.
Intelligente la scelta di Mandelli di scegliersi il ruolo del “grande assente”, presente sullo schermo solo nei flashback e inerte nella bara nelle pochissime sequenze iniziali, per concentrarsi maggiormente, dietro la macchina da presa, sulla regia. Ne esce infatti una direzione degli attori molto attenta che ha creato un gruppo di professionisti molto affiatati tra di loro, tanto da essere stati portati dal regista a fare una gita a Gardaland il primo giorno di riprese. La messa in scena, frizzante e briosa, conferisce ritmo ad una pellicola che è molto di più di quello che sembra.
Anche se il testo della canzone costituisce a tutti gli effetti un piccolo soggetto, la sceneggiatura ha cercato di costruirvi intorno una storia degna di essere raccontata, anche con una piccola trama gialla, non riuscendoci però fino in fondo, ma tirando comunque fuori delle gustose battute intrise di black humor, spesso messe in bocca al personaggio interpretato da Herbert Ballerina, il più divertente.
Con Cena di classe Francesco Mandelli cerca di mettere in contatto due generazioni attigue, la Y e la Z, in un cortocircuito non sempre efficace, ma senz’altro stimolante.
Voto: 6 e ½
Paolo Dallimonti


