Il film cinese “The Answer to Forever” di Zheng Yunchang; il documentario messicano “Sweet Death” di Analeine Cal y Mayor Martínez del Cerro; il cortometraggio franco-americano “Arundel’s Lighthouse” di Julie Fackler; il documentario breve l’inglese “The Light that Lingers” di Joe Preston; l’art movie neozelandese “Perfect Storm” di Morag Brownlie; l’animazione coreana “The New Years” diretto da River Minho Kim; e il corto italiano “Eh!” di Simone Coppo, i vincitori delle diverse sezioni del LBLFF 2026

E dopo cinque giorni di Life Beyond Life Film Festival, iniziato col magnifico concerto pianistico di Carmelo Spoto presso l’Educatorio della Provvidenza di Torino, e poi continuato all’Auditorium di Pino Torinese, all’Auditorio di Avigliana e al Cinema-Teatro Magnetto di Almese, il cinefest si è concluso da poco al Cinema Centrale Arthouse di Torino con la premiazione finale, l’assaggio di medianità pubblica di Clara Busto, la proiezione di alcuni dei vincitori, ovvero il documentario breve canadese “rooted” di Kayla A. Kuskevics, cui è seguito un Q&A con la regista in sala; il cortometraggio italiano Eh! di Simone Coppo; il cortometraggio italiano “Averno” di Domenico De Orsi; il cortometraggio italiano “True Love Waits” di Simone Cicalò; il cortometraggio italiano “La Spiaggia dei Sogni” di Alessandro Orefice Campogrande e Giuseppe Barile; l’art movie australiano “Musikill” di Martha Goddard; il film di animazione “The New Years” di River Minho Kim; il lungometraggio cinese “The Answer To Forever” di Zheng Yunchang e il documentario breve inglese “The light that lingers” di Joe Preston, e un pubblico nutrito molto attento e presente.

Di seguito i premiati della sesta edizione dell’unico cinefest sulla vita oltre la vita.

La Giuria Internazionale della sezione Documentari del LBLFF 2026, presieduta dal documentarista e docente universitario Ricard Mamblona Agüera, ha assegnato il premio del Miglior Documentario al messicano “Sweet Death”, diretto da Analeine Cal y Mayor Martínez del Cerro, “per la capacità di affrontare il tema dell’eutanasia, uno dei più controversi del nostro tempo, con lucidità, coraggio e inattesa leggerezza”.

Inoltre ha conferito la Menzione speciale all’ecuadoriano “Mama” di Ana Cristina Benítez, “per la capacità di trasformare la malattia in un gesto cinematografico intimo e radicale, in cui il corpo diventa luogo di memoria, identità e riconciliazione”.

La Giuria Internazionale della sezione Cortometraggi, presieduta dal regista e sceneggiatore Lucio Toma e coordinata da Giacomo Tinti, ha assegnato il premio del Miglior Cortometraggio al franco-americano “Arundel’s Lighthouse” di Julie Fackler “poiché, attraverso uno stile onirico e una delicata sensibilità narrativa, riesce a esplorare il tema della morte trasformandolo in una parabola poetica e universale, capace di intrecciare tempo, memoria e relazioni umane con rara eleganza”.

La Giuria dei corti ha conferito il premio alla Migliore Regia a Egor Koreshkov per il cortometraggio russo Pit, “per aver saputo condurre lo spettatore nella condizione di immobilità e isolamento del protagonista attraverso uno stile visivo coerente e consapevole”.

Il premio Migliore Attrice della sezione cortometraggio è andato a Annie Watkins (“Love And Near-Death” – USA -) “per la sua straordinaria capacità di incarnare un ruolo in equilibrio tra dramma e sottile ironia, conferendo verità ad ogni sfumatura del personaggio. Un’interpretazione brillante che coinvolge attraverso un ritratto fresco, intenso e divertente”.

Invece il Premio come Migliore Attore tra i corti è stato conferito a Emile Salvador (“Nana” – Francia) “per l’interpretazione delicata, asciutta e convincente di uno spaccato familiare. Per la sensibilità con cui orchestra la complessità di un personaggio capace di farci toccare profondi sentimenti umani”.

La Giuria dei cortometraggi della sesta edizione del LBLFF ha attributo tre Menzioni Speciali.

La prima è andata al russo My Garage! di Vladimir Sukhov “poiché, attraverso un racconto sospeso tra realismo e suggestione mistica, riesce a trasformare un conflitto quotidiano in una riflessione universale sul valore della memoria, della fede interiore e delle scelte morali, restituendo con autenticità e forza visiva la tensione tra ciò che sembra insignificante e ciò che, in realtà, custodisce un significato profondo”.

La seconda Menzione Speciale è stata conferita al francese “Godcasting” di Florent Agostini “per aver messo in scena, in modo credibile e personale, un racconto sci-fi che riflette sul ruolo dell’intelligenza artificiale come divinità tecnologica”.

La terza è andata all’italiano “Distress Call” diretto da Michele D’anca, “per la sua potente rappresentazione dei migranti irregolari esposti al pericolo. Il film immerge lo spettatore nel terrore e nell’urgenza del mare aperto, trasmessi interamente attraverso una telefonata. Un monito incisivo sul fatto che l’empatia trascende i confini, le leggi o le norme”.

La Giuria internazionale Documentary Short, presieduta da Sabastian F. Schwarz e coordinata da Fabrizio Salvati, ha decretato come Miglior Documentario breve l’inglese “The Light that Lingers” di Joe Preston “per aver raccontato la nostalgia attraverso una sequenza di inquadrature su oggetti che diventano una porta per conservare la memoria”.

La giuria Documentary Short ha assegnato la propria Menzione Speciale all’italiano “The Rosary Connection” di Paolo Carrino “per la sua esplorazione onesta, sensibile ed esaustiva del potere universale del Rosario. Attraverso un intreccio di testimonianze dirette e storie personali profondamente diverse, il film riesce a restituire il Rosario come pratica di liberazione interiore e come strumento di contatto con l’oltre. Si è apprezzato inoltre per la capacità di trasformare la pluralità delle esperienze in un racconto coerente e universalmente accessibile, e per la delicatezza con cui affronta il tema della spiritualità come spazio di incontro e riconoscimento reciproco. Viene messa in scena una distanza iniziale — culturale, geografica, spirituale — che progressivamente si colma, fino a rendere le storie sorprendentemente vicine allo spettatore, unite da una credenza comune e dal significato profondo attribuito agli stessi oggetti e immagini spirituali”.

La Giuria degli Art Movies, presieduta da Lisa Martelli e coordinata da Francesca Lucà, ha decretato come Miglior Art Movie l’australiano “Musikill” di Martha Goddard, “per la sua capacità di restituire una visione dell’aldilà luminosa, leggera e sorprendentemente vitale: uno spazio in cui l’individuo può finalmente essere se stesso, senza vincoli, immerso in una dimensione di libertà assoluta e unicità. È un oltre che seduce proprio perché promette pienezza personale, espressione e gioia.

Ma è nel confronto con la dimensione terrena che il film trova il suo punto più profondo: ai legami, agli affetti, alla presenza degli altri viene restituito un valore imprescindibile. In questo contrasto tra unicità e relazione si costruisce il senso ultimo dell’opera, fino al ribaltamento finale che riporta il protagonista alla vita, riconsegnandolo a una realtà fatta di connessioni, amore e responsabilità.

Un’opera poetica, essenziale e profondamente umana, che unisce leggerezza e intensità in una visione sorprendentemente luminosa anche nel confronto con il tema della morte”.

La Giuria degli Art Movies ha assegnato il premio per Miglior Regia al neozelandese “Perfect Storm” di Morag Brownlie, “per l’abilità nel raccontare, con grande chiarezza visiva, il contrasto tra il movimento potente della natura e la presenza essenziale dei personaggi, umani e animali.

In questo equilibrio, la regia costruisce una visione in cui l’essere umano appare come parte di un sistema più grande, grazie a una scelta stilistica semplice ma molto efficace, basata su silenzio, osservazione e composizione dell’immagine.

Per la coerenza e la forza di questo linguaggio, la Giuria riconosce una regia sensibile, precisa ed evocativa”.

Inoltre attribuisce la Menzione Speciale all’inglese “Organising Principles of Experience” di Gabriel Tropia, “per l’originalità della costruzione della narrazione, per la rievocazione di una figura artistica e simbolica come Maya Deren centrale nell’opera, e per la capacità di trasformare l’esperienza visiva in una dimensione percettiva immersiva.

Il film si distingue per l’uso evocativo della voce, intima e sospesa, che accompagna lo spettatore in uno stato quasi ipnotico, rafforzando la componente sensoriale del racconto. Attraverso la presenza di Lwa e spiriti guida, l’opera costruisce un universo in cui identità, memoria e percezione si dissolvono e si ricompongono, restituendo una narrazione fluida, metamorfica e profondamente suggestiva”.

Per l’edizione 2026 LBLFF la Commissione interna del cinefest ha conferito alcuni premi, anche di sezione.

Infatti è stata attribuito il Premio come Miglior Lungometraggio al film cinese “The Answer to Forever” di Zheng Yunchang “per aver raccontato con rara sensibilità il rapporto tra morte, amore e sopravvivenza sullo sfondo del terremoto del Sichuan. Il tentativo della piccola protagonista di salvare la nonna adottiva dalla morte si traduce per lo spettatore in una riflessione intensa e commovente sul significato della perdita e dei legami umani”.

Inoltre il Premio per la Miglior Animazione è andato al coreano “The New Years” diretto da River Minho Kim, “per l’intensità emotiva della narrazione, per il messaggio di speranza e per l’attenzione data ai ricordi, ai rituali, alla ciclicità della vita, in cui il tempo è il grande sovrano che regola l’esistenza e che contiene l’esperienza di ciascuno”.

La Commissione Tecnica del LBLFF conferisce a “Eh!” di Simone Coppo il premio come Miglior Italian Afterlife “per la delicatezza che attraversa ogni fotogramma e per una narrazione intima che affida all’immagine il suo respiro più profondo.
Il cortometraggio costruisce un linguaggio silenzioso ma potentissimo, capace di evocare emozioni senza bisogno di parole. L’amore diventa così un ponte invisibile tra aldilà e aldilà, trasformandosi in una luminosa celebrazione dell’eternità”.

La Commissione Tecnica del LBLFF attribuisce due Menzioni Speciali. La prima a “La spiaggia dei sogni” di Alessandro Orefice Campogrande e Giuseppe Barile, la propria Menzione Speciale “per la sensibilità con cui racconta una terra di confine tra la vita e la morte, lasciando allo spettatore la libertà di leggerla come sogno, intuizione o esperienza di pre-morte.

Il film avvolge lo sguardo in un’atmosfera sospesa, rarefatta, dove il tempo sembra perdere consistenza. Da questo “oltre” emergono insegnamenti profondi, che risuonano come un invito silenzioso all’ascolto e alla consapevolezza”.

La seconda va a “True Love Waits” di Simone Cicalò la propria Menzione Speciale “per l’atmosfera intima che accompagna il racconto e per una fotografia capace di restituire profondità emotiva a ogni inquadratura. Il film pone l’amore al centro di tutto, come forza capace di attraversare il tempo, il dolore e le fragilità umane. Ne emerge un invito sincero a vivere pienamente la vita, celebrando il presente come unico, autentico luogo dell’esistenza”.

È stato attribuito il Premio Best Afterlife Research al documentario americano “Evidence Of The Afterlife” di Robert William Lyon, “per l’intensità del racconto e la profondità della ricerca sulla medianità basata sull’evidenza. Grazie alla storia di Phil e Kerry si intuisce che dietro la medianità ci siano persone centrate sul cuore, consapevoli del proprio potere e di quanto bene possano fare in termini di speranza a chi ha esperito gravi lutti e vive nel dolore. Perché la medianità oltre a testimoniare l’esistenza dell’Oltre, è soprattutto guarigione e comprensione”.

Il musicista Carmelo Spoto conferisce il Premio Migliore Colonna Sonora al cortometraggio russo “Pit” diretto da Egor Koreshkov “per la centralità della musica nella narrazione e per come quest’arte colora il film, divenendo una sorta di leitmotiv di quanto avviene, un ponte fra i ricordi, un possibile spazio che va oltre i confini materiali”.

Il LBLFF 2026 ha assegnato anche il Premio Visual Impact al cortometraggio italiano “Averno” di Domenico De Orsi (Italia, 2025), “per la forza del suo bianco e nero e per la capacità di trasformare il lago d’Averno – antica porta degli inferi – in uno spazio sospeso tra mito e realtà. Attraverso immagini di grande rigore compositivo, il film costruisce una visione inquieta e magnetica, in cui il paesaggio diventa esperienza mentale e simbolica”.

Andrea Morghen, documentarista, produttore e direttore artistico del Religion Today Award ha conferito il Premio Religion Today al canadese “r o o t e d” di Kayla A. Kuskevics “per aver saputo affrontare con straordinaria delicatezza e autenticità il tema della rielaborazione del lutto.

Il film si distingue per uno sguardo intimo e profondamente umano, capace di trasformare il dolore in un percorso di rinascita. Attraverso il gesto concreto del “fare” – incarnato dalla protagonista, una carpentiera – la narrazione diventa essa stessa un atto terapeutico, in cui la materia e il lavoro manuale si intrecciano con la memoria, tra ricordi dolci e ferite ancora aperte.

L’opera si sviluppa con sensibilità e rigore formale, sostenuta da una fotografia solida e da una regia misurata, mai invasiva, che accompagna lo spettatore in un viaggio emotivo autentico e universale.

Con “r o o t e d”, Kayla A. Kuskevics dimostra una notevole maturità artistica, unita a una rara capacità di indagare le dimensioni più profonde dell’esperienza umana e spirituale.

Da sempre attento alle nuove generazioni, il Religion Today Film Festival riconosce in questa giovane autrice un talento promettente, capace di dare voce a una spiritualità contemporanea e di parlare con forza e sensibilità al pubblico di oggi e di domani”.

Annunziato Gentiluomo, in qualità del direttore del Convegno Internazionale “Andare Oltre. Uniti nella Luce”, insieme al suo team, ha conferito il Premio Andare Oltre all’irlandese “Joe’s finale” di Michael Creagh “per la narrazione delicata ed emotivamente intensa, per la sceneggiatura brillante e la grande interpretazione di Mark Doherty. Il corto è un messaggio di speranza, un inno alla bellezza che celebra la vita”.

“Siamo felici di quanto realizzato. La serata inaugurale è stata un vero successo come anche quella conclusiva. Stiamo consolidando il momento delle proiezioni che ancora non riesce a muovere molta gente. Un festival diffuso ha dei limiti, che saranno trascesi, lavorando a stretto contatto con le amministrazioni locali, in primis, Almese, Pino Torinese e Avigliana. Da parte di queste tre realtà abbiamo avuto dei nuovi stimoli, a testimonianza del fatto che hanno pienamente compreso il significato del Life Beyond Life Film Festival, unico al mondo. Ringrazio quindi tutti gli autori che hanno partecipato al cinefest; le amministrazioni suddette nelle figure del Sindaco Andrea Cavaliere, del Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Iorianni e dell’Assessore alla Cultura e Vice-Sindaco Sara Gamba, del Sindaco Andrea Archinà e dell’Assessore Rossella Morra, e dell’Assessore Elisa Pagliasso; lo sceneggiatore Alessio Brusco; Piero Torciano, il referente del CineTeatro Magnetto di Almese; Fulvio Marcellino e Beppe Doldo del Cinema Centrale Arthouse di Torino; il pianista Carmelo Spoto; l’artista Corrado Leoni; l’incisore Samuele Maritan; tutto lo staff del festival, in particolare il comitato di selezione, formato da Odette Spigolon, Fabrizio Salvati, Riccardo Cristiani, Francesca Lucà, Giacomo Tinti, Antonello Schioppa, Matteo Valier ed Evelyn Meuren; i giurati; e faccio i complimenti ai premiati dell’edizione 2026, veramente meritevoli”, afferma il Direttore Artistico del LBLFF, Annunziato Gentiluomo.

“La programmazione di questa edizione ha trovato un equilibrio particolarmente efficace, capace di intercettare l’interesse e l’attenzione del pubblico, che ha risposto con grande partecipazione e coinvolgimento. Siamo rimasti colpiti anche quest’anno dalla presenza di registi provenienti da oltreoceano, molti dei quali esordienti, a testimonianza di come il Life Beyond Life Film Festival stia diventando sempre più un punto di riferimento internazionale per le nuove voci del cinema. Il festival si conferma così una vetrina significativa, capace di accogliere e valorizzare anteprime nazionali ed europee, offrendo uno spazio autentico di scoperta e dialogo tra autori e pubblico”, precisa il direttore alla Programmazione, Andrea Morghen.

Si ricorda che l’evento, in sinergia con A.R.E.I. (The Afterlife Research and Education Institute) e col Religion Today Film Festival, è stato patrocinato dalla Città Metropolitana di Torino, dal Comune di Torino, di Pino Torinese, di Avigliana e di Almese, dalla Bimed – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo -, dall’ASI Settore Arti Olistiche e Orientali, dalla Fondazione per la Salutogenesi Onlus e dalla CNUPI, vanta la collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e conta tra i suoi partners culturali l’Associazione Ghost Hunters, Psiche 2 Edizioni, LeoniArt, il Cine-Teatro Magnetto di Almese e il Ristorante “Pinocchio” di Pino Torinese.

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