1223von/by Karim Aïnouz
97′ ∙ English
Mega cast per questo attesissimo film alla Berlinale 2026 dalle aspettative altissime. Una sorta di omaggio al cinema di Bellocchio dei bei tempi che furono. All’inizio di *Rosebush Pruning*, una famiglia si riunisce attorno a una statua di nudo a grandezza naturale della madre defunta (Pamela Anderson), commissionata perché non c’era alcun corpo da seppellire. La donna è stata recentemente divorata da un branco di lupi. È la battuta finale più cupa possibile. Presentato come il nuovo Bellocchio il nuovo i Pugni in tasca del maestro, in realtà non si tratta di una satira solenne e feroce contro i ricchi; *Rosebush Pruning* è semplicemente un film bizzarro.
La situazione precipita in una sanguinosa follia quando Ed si rende conto che il suo unico fratello decente, Jack, è tenuto sotto scacco dalla loro odiosa famiglia. Per liberare Jack, Ed deve metaforicamente potare il cespuglio di rose che rappresenta la loro famiglia tossica.
Questa dedizione emerge nei dettagli. Ed si rifiuta categoricamente di leggere o scrivere, un tratto caratteriale estremamente scomodo e senza mai perdere la sua comicità. Jack ha una brama per il sangue mestruale che appare incredibilmente sexy . Ben presto il film introduce metodi di omicidio così caricaturali da sembrare totalmente assurdi bizzarri e paradassoali, ancorchè comici, oltre a un uso incredibilmente disgustoso di un tubetto di dentifricio. Nulla di tutto ciò vuole offrire chissà quale commento sociale, chissà quale moto di rilvalsa e riscatto sociale, o chissà qualche critica del capitalismo sfrenato, né pretende di rivelare verità profonde su come si comportino i giovani ricchi e attraenti. Questi momenti rappresentano i punti di forza del film.
Sotiene il film il fatto che *Rosebush Pruning* sia visivamente splendido: Aïnouz si delizia nel curare ogni immagine a sua disposizione. L’architettura è caratterizzata da linee moderniste d’avanguardia, la palette cromatica è così satura da sfiorare l’eccesso, e i costumi sono opulenti, evocando immediatamente l’idea di una ricchezza tramandata . Nulla di tutto ciò cela significati nascosti, semplicemente perché non c’è nulla da nascondere: l’intera estetica rimanda a un magnifico artificio. Il cast si dimostra per lo più all’altezza di questo compito così specifico e quindi risulta convincente il risultato finale si merita sicuramente una visione!
Voto 7
Vito Casale



