regia di Muriel d’Ansembourg
102′ ∙ English

Uno dei film piu soprendenti e a tema piccante della Berlinale 2026. Una coppia sta facendo sesso. Lei è ricoperta di vernice dorata dalla testa ai piedi, un omaggio a *Goldfinger* . Raggiungono l’apice quando lui eiacula su di lei. Poi fanno una pausa per una tazza di tè e una chiacchierata sulle infezioni da lieviti. L’attore ringrazia il giovane operatore che ha ripreso la scena di sesso. “Grazie, papà”, dice e qui si svela quindi l’arcano. Padre e figlio lavorano insieme a contenuti per adulti.

Un inizio veramente shocking per uno dei film “scandalo” della Berlinale.
Alec è cresciuto con genitori che si sono conosciuti su un set porno. A un certo punto si sono lasciati e lui è andato a vivere con la madre; lei però è morta, quindi ora Alec vive con suo padre. Dà anche una mano nell'”attività di famiglia”: riprende le scene di sesso di Dylan, suggerisce possibili inquadrature e si occupa della post-produzione. Infine, Alec carica il video risultante su Internet. Sembra essere molto più responsabile del padre scansafatiche.

Alec ha un rapporto stretto con Lizzie, la partner abituale del padre nella maggior parte dei video. Alcune recensioni hanno definito Lizzie una figura simile a una sorella, ma io la vedo più come una matrigna. Tanto per cominciare, non credo che si riprenderebbe la propria sorella mentre fuma un pacchetto di sigarette col sedere. Ma Lizzie possiede anche un senso di responsabilità che manca a Dylan. È l’unica persona in casa con cui Alec può parlare dei propri sentimenti, anche se il legame principale che ha con lei si manifesta quando la riprende mentre scopa suo padre.

Alec e Dylan si sono appena trasferiti in una località costiera provenendo da Londra, e Alec spera che i nuovi compagni di classe non scoprano il mestiere del padre. Non si aiuta certo quando, chiamato a scegliere un nuovo progetto scolastico, finisce per proporre – per mancanza di idee migliori – il tema della dipendenza dal porno online. Intravedendo la possibilità di passare diverse ore a guardare porno con l’avallo della scuola, tutti i ragazzi della classe si offrono di affiancare Alec nel progetto. L’insegnante, però, insiste per avere un contributo femminile e abbina Alec a Nina.

Nina è un personaggio fantastico. Indossa un giubbotto da aviatore marrone e va in giro su un motorino. Sua madre è una life coach che cerca di ingaggiare solo manodopera femminile quando ha bisogno di riparazioni; ha cresciuto Nina trasmettendole forti valori femministi. Nelle mani di un’interprete poco accorta, Nina avrebbe potuto ridursi a un cliché ambulante, ma Safiya Benaddi le conferisce il giusto equilibrio tra sicurezza di sé e vulnerabilità, restituendoci un personaggio profondo e sfaccettato: una donna consapevole delle proprie insicurezze, ma decisa a portare avanti la battaglia per la parità.

Voto 7

Vito Casale